Cosmetici “BIO”: perché?

make up bio

 

I cambiamenti nelle nostre abitudini quotidiane

“Esiste un lungo elenco di sostanze che ci hanno fatto compagnia per una vita, per poi sparire improvvisamente quando sono emersi possibili rischi per la salute. Dalle coperture dei tetti, un tempo realizzate in amianto, fino a cibi, detersivi, smalti per unghie, lacche, creme solari e biberon, sono tantissimi i prodotti che hanno cambiato volto negli ultimi decenni quando i loro ingredienti sono finiti nel libro nero della Comunità Europea: vietate o ammesse con restrizioni. I rischi d’altronde sono tanti: sostanze cancerogene, tossiche, interferenti endocrini, inquinanti che possono facilmente contaminare l’aria che respiriamo o essere assorbiti per ingestione o semplice contatto.”Fonte: Repubblica

La pelle è l’organo più esteso del nostro corpo, perciò fare scelte consapevoli nell’utilizzo dei cosmetici da utilizzare su di essa è un passo estremamente utile. Come orientarsi per compiere queste scelte?

 

Leggi l’INCI

L’INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients) è una denominazione internazionale utilizzata per indicare in etichetta i diversi ingredienti presenti all’interno di un prodotto cosmetico. Viene usata in tutti gli stati membri dell’UE e in molti altri paesi nel mondo, tra i quali USA, Russia, Brasile, Canada e Sudafrica.

 

Porre maggiore attenzione all’etichetta, studiare l’INCI di un prodotto è determinante per compiere le proprie scelte ed evitare sostanze dannose.

Le sostanze da evitare

(Controlla i tuoi prodotti cosmetici)

PETROLATI

Il petrolato, o vaselina o gel di petrolio, è una gelatina ottenuta dal petrolio per raffinazione. Si ottiene dai residui della distillazione del petrolio rimasti dopo la totale evaporazionedell’olio.

Essa è un tipo di petrolato prodotto per la prima volta dalla Chesebrough Manufacturing e il suo nome è ormai entrato nell’uso quotidiano e spesso indica, seppur impropriamente, il petrolato in generale.

Nel brevetto originale di Robert Chesebrough sono indicati numerosi impieghi soprattutto nel settore dei lubrificanti. Oggi la vaselina di miglior qualità è usata in campo farmaceutico per la produzione di pomate, gel per le labbra, antifunghi, prodotti per l’infanzia e l’igiene; in campo cosmetico per i balsami per capelli, i lucidalabbra ecc.

I petrolati sono occlusivi e non dermocompatibili.

Tra i più usati in cosmesi:

  • paraffinum liquidum
  • petrolatum
  • mineral oil
  • vaselina
  • paraffina

SILICONI

I siliconi sono prodotti a partire dalla silice, un composto del silicio, un minerale naturalmente presente sul pianeta.

Non dermocompatibili, difficili da lavare via, creano una pellicola su pelle e capelli, impedendo la naturale ossigenazione e idratazione. Proprio in base a questa difficoltà, esiste una classifica di “nocività”: tanto più è difficile una sostanza da lavare via, tanto più è nociva per l’organismo.

La sensazione di una pelle vellutata e di capelli disciplinati e lisci in realtà è quindi solo apparente: la pellicola siliconica li riveste ma non li nutre, come invece farebbero un olio o un burro vegetale.

Tra i più utilizzati:

  • dimethicone
  • amodimethicone
  • cyclomethicone
  • cyclopentasiloxane
  • dimethiconol
  • trimethylsiloxysilicate

CONSERVANTI CHIMICI

Nel campo della cosmesi sono classificate come conservanti le sostanze destinate esclusivamente o prevalentemente ad inibire lo sviluppo di microorganismi nel prodotto cosmetico.

La maggioranza dei cosmetici, specialmente quelli contenenti acqua – soprattutto quelli contenenti materia organica – se non contenessero conservanti, dopo l’apertura e il contatto con agenti esterni, rimarrebbero inalterati per pochi giorni al massimo, deteriorandosi e diventando pericolosi per il consumatore.

Ecco una lista con alcuni degli ingredienti da evitare, come riportato anche da altroconsumo.it:

  • propylparaben butylparaben (conservanti), etyhylhexymethoxicinnamate (filtro solare) e BHA (antiossidante): sono dei potenziali interferenti endocrini ovvero sostanze in grado interferire con il nostro sistema ormonale con il rischio di alterarne il nomale funzionamento;
  • triclosan: può causare antibiotico-resistenza e contribuire allo sviluppo di allergie, inoltre è sospettato di essere un interferente endocrino;
  • methylisothiazolinone methylchloroisothiazolinone: sono dei sensibilizzanti delle pelle (anche se ormai sono ammessi solo nei prodotti a risciacquo, proprio per questo motivo);
  • butylphenyl methylpropional: recentemente è stata ritenuta in generale non sicura nei prodotti cosmetici e inoltre è una sostanza già inserita nell’elenco delle 26 fragranze allergeniche.

Se nel tuo beauty case trovi prodotti contenenti questi ingredienti, valuta di sostituirli.

Ovviamente bisogna tener conto che le criticità di questi prodotti, cambiano a seconda che si tratti di prodotti destinati a restare a contatto con la pelle da i prodotti da risciacquo.

Cosmetici BIO

Si tende a pensare che i prodotti bio siano prodotti puri, in realtà sono semplicemente quanto di meglio possiamo avere per la nostra pelle perché i protocolli sono molto limitativi nell’uso di sostanze nocive.

I prodotti cosmetici naturali e biologici sono studiati per non essere nocivi né per la pelle né per l’ambiente.

Ora che è più chiaro perché è preferibile evitare alcuni prodotti cosmetici e come sceglierli, parliamo di cosmetici bio.

Si fa presto a dire bio: in realtà i prodotti cosmetici naturali e biologici che superano la prova dell’INCI sono molto meno di quelli che si dichiarano tali. Questo perché bisogna anzitutto fare una distinzione tra prodotti bio e prodotti certificati bio.

Esistono infatti alcuni marchi che pur producendo utilizzando sostanza bio, non ottengono le certificazioni per mancanza di altri requisiti come – per fare un esempio – il packaging o altri aspetti.

Proprio per gli alti standard richiesti per ottenere la certificazione del cosmetico biologico, bisogna fare delle distinzioni in quanto esistono tante sfumature:

  • Cosmetici biologici certificati. Sono i cosmetici che, dopo aver superato diverse verifiche sulla provenienza biologica degli ingredienti, hanno ottenuto la certificazione da un ente riconosciuto che garantisce l’effettiva provenienza biologica del cosmetico.
  • Cosmetici ecologici con estratti vegetali. Sono i cosmetici che, pur non avendo la certificazione bio, seguono iter produttivi rispettosi dell’ambiente.
  • Cosmetici misti. Non mancano sul mercato prodotti che si collocano a metà tra natura e sintesi di laboratorio.

Dunque questo dovrebbe aiutare il consumatore nelle proprie scelte: lo sforzo sostenuto da un produttore per ottenere la certificazione bio è considerevole, ma al contempo una garanzia per il consumatore.

Certificazioni:

Cosmos (Cosmetics Organic Standard) è lo standard unico europeo per le certificazioni dei prodotti cosmetici naturali.

In Italia i prodotti di bellezza possono essere certificati da ICEA (Istituto per la Certificazione Etica e Ambientale), oppure certificati dal CCPB (Consorzio per il Controllo dei Prodotti Biologici), riconosciuto dal Ministero dell’Agricoltura (il marchio è riportato in basso, con la scritta ‘controllo biologico’).

Ci sono alcuni prodotti che sono marchiati anche AIAB. L’associazione dell’agricoltura biologica garantisce l’assenza di OGM – tema ampiamente trattato dall’evento Herbaria di Farmanatura – applica notevoli restrizioni per l’uso di sostanze chimiche e richiede l’eco-compatibilità del confezionamento.

Bisogna quindi imparare a riconoscere i loghi di questi enti certificativi riconosciuti nella nomenclatura europea, perché i controlli sul processo produttivo e sulle sostanze ammesse sono rigidi.

In promozione da Farmanatura

In questi giorni, nell’ambito della campagna “Be Natural, Be Woman”in occasione del periodo vicino al giorno della Festa delle Donne, stiamo promuovendo una prova make up gratuita con i prodotti Dr. Hauschka.

Dott. Haushka: WALA Heilmittel GmbH sviluppa preparati a base di ingredienti naturali dal 1935. Fondata a Ludwigsburg da Rudolf Hauschka, la ditta ha iniziato a realizzare cosmetici dopo l’incontro del dottore con la cosmetologa viennese Elisabeth Sigmund. Agisce secondo il principio della sostenibilità molto prima che il termine diventasse famoso. Le piante, gli oli e le cere provengono quasi esclusivamente da coltivazioni biologiche controllate, se possibile di qualità bio-dinamica o dal commercio equo solidale. Il lavoro viene svolto nel rispetto del ciclo di vita dei materiali: ad esempio utilizzando acqua piovana, usando materiali di imballaggio facili da riciclare, utilizzando i resti vegetali della produzione per il compostaggio. Non solo, da anni Dr. Hauschka utilizza energia pulita certificata al 100%.

 

 

 

 

 

 

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